Il settore vitivinicolo sta affrontando diverse sfide, sia in ambito produzione, che commercializzazione del prodotto finito. Ma la sfida più importante dell’industria del vino è quella relativa alla sostenibilità complessiva della filiera. La sostenibilità è diventata una priorità nel settore vitivinicolo poiché i produttori sono sempre più impegnati a ridurre l’impatto ambientale delle loro operazioni, adottando pratiche agricole sostenibili, utilizzando energia rinnovabile, minimizzando l’uso di prodotti chimici nocivi e gestendo in modo responsabile l’acqua e i rifiuti.

Tutto questo ha effetti anche sulla globalizzazione e la concorrenza, sulle nuove tendenze dei consumatori e soprattutto sulle normative e regolamentazioni che sono sempre più focalizzate sul tema.

Parliamone più approfonditamente con Daniele Caimmi, Project Manager ApraVar Group.

 

Ciao Daniele, anzitutto, cosa vuol dire per un’azienda vitivinicola essere ‘sostenibile’?

 

Per il settore del vino è oggi di importanza primaria calcolare il proprio valore di sostenibilità per molte ragioni, come ad esempio il raggiungimento delle certificazioni necessarie all’esportazione di alcuni prodotti. Le aziende devono quindi avere la visione reale e aggiornata dell’insieme delle emissioni di gas a effetto serra del ciclo di vita del prodotto. Questo importante indicatore è chiamato Carbon Footprint e consente di valutare l’impatto che queste emissioni hanno sui cambiamenti climatici.

Inoltre, è necessario osservare e gestire un secondo importante indicatore di sostenibilità: il Water Footprint. L’impronta idrica è una misura che quantifica il totale di acqua dolce utilizzata direttamente o indirettamente per produrre beni o servizi da parte di un’azienda. Per il settore vitivinicolo questa è ancora più importante perché tiene conto non solo dell’acqua consumata direttamente, ad esempio per l’irrigazione dei campi o per l’approvvigionamento idrico, ma considera anche l’acqua utilizzata per la produzione di materie prime, la lavorazione industriale, il trasporto e altre attività connesse.

 

Ad oggi calcolare il proprio indice di sostenibilità è un plus delle aziende del settore o anche una necessità da un punto di vista normativo?

 

Attualmente, non esiste un obbligo di legge universale che richieda alle aziende vitivinicole di calcolare il proprio indice di sostenibilità. Tuttavia, ci sono normative nazionali che promuovono la sostenibilità nel settore.
Infatti, per accedere a certi mercati esteri nel settore vitivinicolo può essere necessario ottenere certificazioni in ambito ecologico o sostenibilità. Ad esempio, nell’Unione Europea (UE), i vini prodotti secondo i principi dell’agricoltura biologica devono ottenere la certificazione ufficiale EU Organic Wine (Vino Biologico UE) per poter essere etichettati come tali e accedere al mercato dell’UE come prodotto biologico. Un’altra importante certificazione di settore è Equalitas, che affronta la sostenibilità secondo tre pilastri: sociale, ambientale ed economico. Per ciascun pilastro sono stati definiti requisiti ed indicatori verificabili e misurabili.
Nonostante non sia un obbligo di legge, molte aziende vitivinicole si stanno impegnando a misurare la propria sostenibilità come parte delle loro strategie di business. Questo avviene sia per ragioni etiche che commerciali: oggi infatti i consumatori sono sempre più attenti al tema della sostenibilità ambientale sia a livello nazionale che internazionale.

 

Come possono le aziende del settore calcolare il proprio indice di sostenibilità?

 

Esistono in commercio dei calcolatori che raccolgono i dati specifici e li trasformano in dashboard e report concreti. Molti di questi strumenti sono sviluppati e utilizzabili solo per gli “addetti ai lavori” ma in Apra, possiamo contare sulla soluzione di Analysis, nostro partner tecnologico, che unisce le performance alla facilità di utilizzo. Proprio per questo, il calcolatore di Analysis è stato scelto sia da grandi che piccole aziende che non dispongono di un reparto IT strutturato. In poche parole, lo strumento calcola in maniera automatica ed integrata, con le fasi del processo produttivo, l’indice sia della Carbon che della Water Footprint aziendale.

 

Un’ultima domanda: ci sono altri trend o focus di settore nel breve-medio termine?

 

Oltre al tema caldo della sostenibilità, vediamo di importanza rilevante per il settore altri due temi:

Soprattutto quest’ultimo tema risulta alquanto collegato con il focus sostenibilità di cui abbiamo parlato prima. La blockchain infatti può migliorare il calcolo e la tracciabilità dell’indice di sostenibilità aziendale nel settore vitivinicolo, fornendo trasparenza, immutabilità e autenticità delle informazioni. I sistemi di tracciabilità registrano in modo sicuro e immutabile le informazioni sulla provenienza delle materie prime, come le uve utilizzate nella produzione del vino. Ciò consente di tracciare l’intera catena di approvvigionamento e garantire che le aziende rispettino standard di sostenibilità, come l’agricoltura biologica o il commercio equo e solidale.

Ciò include informazioni sulle pratiche agricole sostenibili, l’uso di energia rinnovabile, la gestione delle acque e altre iniziative ecologiche. Queste informazioni possono essere accessibili a tutti i partecipanti della blockchain, inclusi i consumatori, per garantire la trasparenza e l’affidabilità delle informazioni sull’indice di sostenibilità aziendale.

 

Grazie Daniele!